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Intervista alla faculty: Avv. Simona Piccioni #FASHION

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Intervista alla faculty: Avv. Simona Piccioni #FASHION

Gentile Avv. Simona Piccioni,

innanzitutto grazie per la sua preziosa collaborazione con ISTUM – Istituto di Studi di Management.

Lo scopo di questo editoriale è presentare i membri della faculty dei Master Executive.

In quale/i master e in quali moduli formativi svolge l’attività di docente?

Sono coordinatrice scientifica del Master Fashion Law: International Fashion Lawyer MASFIL e del Master International Fashion and Luxury Marketing Management MASFIM, nonchè docente nei moduli “Contratti Internazionali nel Fashion”, “English for Fashion”, “La Tutela del Brand e del Design”, “Le Reti nel Fashion” e “English Communication and Negotiation”.
Sono sempre stata convinta che un’aula, de visu o virtuale, rappresenti una grande occasione di crescita, non solo per i corsisti ma anche ed in special modo per noi docenti.
Partendo da questo presupposto mi sono chiesta (e continuo a farlo..) cosa desiderassi maggiormente quando, nel periodo post universitario, ero seduta dall’altra parte del banco e la risposta non ha tardato ad arrivare: avrei voluto qualcosa che non potevo facilmente trovare aprendo un libro, ossia un approccio pratico, la condivisione di testimonianze di un “know how” appreso sul campo in anni di esperienza. Ma desideravo, al contempo, relazionarmi con un docente che mi fosse anche d’ispirazione, in grado di motivarmi costantemente e accendere quel “fuoco”, quella “fiamma” di cui Socrate tanto parlava nei suoi scritti. Per questo credo che la formazione sia una vera e propria “vocazione” e che portare in aula argomenti e metodologie didattiche sempre nuove e al passo coi tempi, ma anche in grado di stimolare la creatività insita in ognuno dei corsisti, rappresenti l’abc per un docente di oggi.

Qual è l’approccio metodologico che utilizza in aula?

L’approccio metodologico da me utilizzato passa attraverso una parte necessariamente “teorica” che si snoda partendo dalla disamina di slides ed altro materiale didattico ad hoc predisposto (quali ad esempio: bozze di key clauses contrattuali, check list prodromiche al drafting di un commercial contract, schede Paese, Glossary of legal english terms, lettura delle più recenti sentenze in materia, lettura ed analisi di legal opinion) in relazione ai principali argomenti trattati per poi passare ad una parte pratico-operativa che si sostanzia in role-playing, simulazioni che prendono spunto da case history reali e di attualità ed anche Moot Court Competition. Il discente viene così accompagnato dalla docente e chiamato ad interagire col suo team di lavoro al fine di valorizzare al meglio le sue capacità di ascolto attivo ed interazione (ma anche eventualmente di leadership) all’interno del suo gruppo di lavoro e ricerca, utilizzando così in chiave concreta e mettendo in campo le conoscenze e competenze acquisite nella prima parte della lezione (parte teorica).
Ho anche deciso di creare un momento , sempre all’interno della parte pratica denominato “Il Prof oggi sono io” in cui è il discente a tenere una lezione su un argomento da lui/lei approfondito. Quest’ultimo nasce quale momento privilegiato per il discente e di iniziativa, ricerca e poi scambio e condivisione con i colleghi d’aula.

Ci può riportare un esempio di caso di studio e/o esercitazioni che propone durante i suoi interventi? 

Nel corso di 22 anni di esperienza in aula ho avuto modo di sperimentare diverse metodologie didattiche ma quelle che ad oggi prediligo sono riconnesse principalmente all’utilizzo di due giochi di ruolo: il “Trivial Pursuit for Commercial Contracts” (da me messo a punto ed utilizzato sia per il settore Contract Law che per il Legal English) e la Simulazione di una International Negotiation o di una Partnership commerciale con un Paese estero, attraverso la divisione della classe in 3 gruppi di lavoro e tenuta interamente in lingua inglese. Motivazione, interesse ed entusiasmo, sinergia ed empatia, spirito d’iniziativa, competenza e fiducia nei propri (nuovi) mezzi acquisiti, vengono tutti messi in campo in un gioco di squadra sempre “al rialzo”, dal quale nessuno viene lasciato fuori e dove ciascuno viene sempre messo nella condizione di dare il meglio di sè e di velocizzare e valorizzare, in tal modo, il processo di apprendimento. In conclusione, per dirla con le parole di Polito (Attivare le risorse del gruppo classe-2006) “…gli allievi non sono da riempire con il sapere, ma piuttosto persone che attraverso il confronto fra pari, possono aiutarsi a vicenda nell’ imparare. Le passioni di ognuno possono essere delle risorse importanti per tutta la classe”.

Quali sono gli output in termini di conoscenze e competenze a cui mirano i suoi interventi?

Obiettivo primario dei moduli didattici da me curati è innanzitutto quello di far acquisire ai discenti un nuovo “approccio al metodo”, basato su una visione a 360° della Fashion Industry e dei fenomeni ad essa correlati, nonchè dei principali tratti caratterizzanti le conoscenze e competenze specifiche del settore, ed anche i focus che lo svolgimento della professione dell’avvocato esperto nel Fashion comportano. Gli output delle mie lezioni sono quindi tesi nella direzione di: sviluppare un approccio innovativo nel rilascio di pareri e consulenze ad imprese del fashion, soprattutto in relazione ai principali International Commercial Contracts che essi si troveranno a redigere, acquisire un approccio corretto in termini di International Trade Law, International Negotiation, export, tutela dell’IPR e del Copyright nel settore della Moda, senza disattendere le istanze scaturenti da un approccio di mediazione linguistica in azienda (corretto utilizzo dell’inglese tecnico-giuridico di settore: legal english ed english for fashion).