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Nuovo Master MASAM: Intervista al Direttore Scientifico Ciro Ingenito

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Nuovo Master MASAM: Intervista al Direttore Scientifico Ciro Ingenito

Ing. Ingenito, prima di entrare nel merito del Nuovo Master Executive MASAM in Management e Compliance Ambientale (Environmental Management), ci può raccontare brevemente qual è il suo percorso professionale e cosa l’ha portata a ricoprire il ruolo di Direttore Scientifico di questo Master?

“Il mio percorso professionale inizia nel 2007, dopo la laurea magistrale in Ingegneria Ambientale all’Università degli Studi di Napoli Federico II. Da allora ho sempre operato nel settore ambientale, maturando oltre quindici anni di esperienza consolidata nella gestione di sistemi integrati, nella conformità normativa e nel coordinamento di complessi dossier tecnici.

La Direzione Scientifica del Master MASAM rappresenta per me l’opportunità di trasmettere la passione per questo lavoro. Il mio obiettivo è fornire ai futuri professionisti quelle risposte che io stesso, nel corso della mia carriera, ho dovuto cercare e conquistare con grande sforzo.”

Ing. Ingenito, il panorama della compliance ambientale italiana è in rapida evoluzione. Quali sono, a suo avviso, le sfide più urgenti che le aziende devono affrontare oggi in materia di gestione ambientale?

“A mio avviso, la sfida più urgente è il passaggio da una gestione ambientale ‘emotiva’ o reattiva a una gestione predittiva del rischio. Molte aziende italiane considerano ancora l’ambiente come una montagna di carte da sistemare solo quando arriva un controllo. Oggi questo approccio non è più sostenibile.

Le imprese si trovano davanti a due sfide cruciali e immediate:

  1. La velocità di adattamento normativo e la digitalizzazione della compliance
  2. La protezione legale dei vertici

Ecco perché la sfida delle sfide è la formazione: servono professionisti che abbiano la consapevolezza del proprio ruolo, che sappiano dove cercare le risposte e che sappiano comunicare a tutti i livelli.”

Il Master MASAM copre un arco molto ampio: dalle autorizzazioni ambientali alla rendicontazione ESG, passando per rifiuti, bonifiche e matrici ambientali. Come si riesce a formare un professionista che sia allo stesso tempo tecnico-normativo e capace di dialogare con il management aziendale?

“Dobbiamo essere pragmatici e onesti: in 76 ore non si può pretendere di dominare l’intero scibile ambientale o di trasformare i partecipanti in tuttologi. Non è questo l’obiettivo del Master MASAM. Il vero valore che trasferiamo è duplice: da un lato, fornire la mappa per capire esattamente dove cercare le risposte; dall’altro, sviluppare la capacità di intercettare i segnali di rischio prima che si trasformino in sanzioni o problemi legali per chi occupa posizioni di garanzia in azienda.

Per unire l’anima tecnica a quella manageriale, puntiamo su un approccio strutturato:

  • Forniamo un metodo, non solo nozioni: Insegniamo a leggere la norma e a decodificare i processi autorizzativi, i rifiuti o la rendicontazione ESG con un approccio sistemico
  • Focalizziamo i punti critici: Addestriamo i professionisti a riconoscere i temi sensibili che espongono l’azienda a responsabilità civili e penali
  • Insegniamo il linguaggio del rischio: Il tecnico impara a non parlare al management solo in termini di ‘commi e articoli’, ma in termini di impatto sul business, costi preventivi e continuità operativa

In questo modo, formiamo una figura che non subisce la compliance, ma la governa, coordina i processi e comunica efficacemente con la Direzione aziendale.”

Uno dei temi centrali del nuovo Master MASAM in Management e Compliance Ambientale è la gestione dei rifiuti e dell’economia circolare, con il sistema RENTRI e la normativa End of Waste. Perché questo è oggi un’area così critica per le aziende italiane, e cosa rischia chi non la presidia adeguatamente?

La gestione dei rifiuti è da sempre un terreno scivoloso per le aziende italiane, anche se non l’unico. Oggi lo è ancora di più perché siamo nel pieno di una vera e l’ennesima rivoluzione digitale: l’avvento del RENTRI. Questo sistema non è un semplice cambio di software, ma una digitalizzazione totale della tracciabilità che rende i dati aziendali immediatamente visibili e controllabili dagli organi di vigilanza. In parallelo, i processi di End of Waste (cessazione della qualifica di rifiuto) offrono enormi opportunità di economia circolare, ma richiedono rigore normativo e tecnico.”

Ing. Ingenito, per un’azienda o un professionista che vuole iniziare a strutturare seriamente il presidio ambientale, da dove consiglierebbe di partire? E in che modo il MASAM accompagna questo percorso fin dal primo modulo?

“Il punto di partenza imprescindibile è la consapevolezza del ruolo. Strutturare seriamente il presidio ambientale non significa semplicemente adempiere a un obbligo burocratico, ma comprendere che i temi ambientali sono ormai un pilastro della governance e della continuità aziendale. Chi gestisce l’ambiente ha tra le mani la tutela legale ed economica dell’intera organizzazione.

Il Master MASAM accompagna questo percorso fin dal primo modulo con un approccio capovolto rispetto alla teoria pura: partiamo subito con un taglio estremamente pratico, pensato per rendere le competenze immediatamente spendibili in azienda.

Iniziamo ponendo le fondamenta giuridiche e organizzative: affrontiamo direttamente il tema delle implicazioni legali nel ruolo di Responsabile Ambiente, con un focus su strumenti chiave come la delega di funzioni. Solo definendo chiaramente ‘chi fa cosa’ un professionista può operare con serenità e un’azienda può dirsi davvero protetta.”

Lo staff di Istum Istituto di Studi di Management ringrazia il Direttore Scientifico Ciro Ingenito, per la cortese intervista, i chiarimenti riguardanti il nuovo Master MASAM ed invita chi volesse richiedere informazioni sul Master MASAM in Management e Compliance Ambientale a cliccare qui.